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	<title>Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola</title>
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	<description>Sito ufficiale della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola</description>
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		<title>Edizione del TG WEB, 9 settembre 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 05:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I giovani del Campo Missionario, edizione 2010, si raccontano insieme ai proragonisti: P. Enzo, don Giancarlo, gli studenti saveriani, i ragazzi. Chicca speciale i saluti estivi da parte dei sacerdoti della casa del clero a Fano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2209" title="logo web tv" src="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/07/logo-web-tv-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" />Edizione del TG Web on line. Il palinsesto prevede:<br />
- pellegrinaggio del Vescovo in Grecia con sacerdoti e fedeli;<br />
- ricordo di Mons. Micci nel 25° anniversario della morte;<br />
- fiera della sostenibilità.<br />
Clicca qui per vedere l&#8217;edizione: <a href="http://www.fanodiocesitv.it">www.fanodiocesitv.it</a></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;autorità è frutto di responsabilità&#8221;. Messaggio del Vescovo a studenti e docenti per l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 05:23:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;È sotto i nostri occhi il cambiamento vorticoso dell’impegno a educare e proprio la comunicazione stessa ha riposizionato le tradizionali agenzie educative, a cominciare dalla famiglia e dalla scuola. Come Vescovo e Padre di questa Diocesi credo &#8230; (testo completo) Messaggio a studenti e docenti della Diocesi 2010-2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2510  alignleft" title="Vescovo Trasarti" src="../wp-content/uploads/media/2010/09/Vescovo-Trasarti-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" />&#8220;È sotto i nostri occhi il cambiamento vorticoso dell’impegno a educare e proprio la comunicazione stessa ha riposizionato le tradizionali agenzie educative, a cominciare dalla famiglia e dalla scuola. Come Vescovo e Padre di questa Diocesi credo &#8230; <em>(testo completo</em>)<span id="more-2509"></span></p>
<p><a href="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/09/Messaggio-a-studenti-e-docenti-della-Diocesi-2010-2011.doc">Messaggio a studenti e docenti della Diocesi 2010-2011</a></p>
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		<title>Programma settimana su Celestino. Venerdì il Vescovo Trasarti accoglie le spoglie. Sabato il Vescovo dell&#8217;Aquila Mons. Molinari</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:24:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLA SETTIMANA CELESTINIANA A SALTARA Giovedì /09 20.45 &#8211; In preparazione alla Settimana Giubilare: LITURGIA PENITENZIALE E CONFESSIONI Venerdì /10 18.30 &#8211; ARRIVO DEL CORPO DI SAN PIER CELESTINO Piazza Garibaldi a Saltara Accoglienza e processione alla chiesa parrocchiale 19.00 &#8211; S.MESSA Presiede il nostro Vescovo Mons. Armando Trasarti con la presenza delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PROGRAMMA  DETTAGLIATO DELLA SETTIMANA CELESTINIANA A SALTARA<span id="more-2490"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>Giovedì  /09</strong><br />
20.45 &#8211;  In preparazione alla Settimana Giubilare: LITURGIA PENITENZIALE E  CONFESSIONI</p>
<p><strong>Venerdì  /10</strong></p>
<p>18.30 &#8211;  ARRIVO DEL CORPO DI SAN PIER CELESTINO<br />
Piazza  Garibaldi a Saltara Accoglienza e processione alla chiesa parrocchiale<br />
19.00 &#8211;  S.MESSA<br />
Presiede  il nostro Vescovo Mons. Armando Trasarti con la presenza delle Autorità Civili o  Militari</p>
<p><strong>Sabato  /11</strong></p>
<p>07.30 &#8211;  S. ROSARIO<br />
Intenzione giornaliera : &#8220;Riscoprire la vocazione universale alla  santità&#8221;<br />
08.00 &#8211;  LODI<br />
17.30 - S.MESSA CON SACRAMENTO DELLA  CRESIMA<br />
Presiede  S.E. Mons. Giuseppe Molinari Arcivescovo Metropolita de L&#8217;Aquila</p>
<p><strong>Domenica  /12</strong></p>
<p>08.00 &#8211;  S.MESSA<br />
11.15 &#8211;  GIUBILEO DELLE PERSONE CON DISABILTA&#8217;.  S.MESSA animata  dal Centro Missionario Diocesano<br />
Pranzo e  pomeriggio di festa nei locali parrocchiali 19 00 &#8211; VESPRI SOLENNI</p>
<p><strong>Lunedì/13</strong></p>
<p>08.00 &#8211;  LODI<br />
18 00 &#8211;  S.ROSARIO<br />
Intenzione Giornaliera:&#8221;Ricupero della dimensione della preghiera,  della contemplazione e della assoluta presenza di Dio nella vita nostra e della  gente.&#8221;<br />
18.30 &#8211;  GIUBILEO dell&#8217;Ex PROVINCIA CELESTINIANA DI ROMAGNA. S.MESSA presiede il Vicario  Generale della Diocesi di Urbino, presenti le delegazioni delle Città delle ex  sedi dei monosteri celestiniani.</p>
<p><strong>Martedì/14</strong></p>
<p>08.00 &#8211;  LODI<br />
10.00 &#8211;  RITIRO dei SACERDOTI DELLA DIOCESI DI FANO Guidato da P.Quirino Salomone<br />
18.00 &#8211;  S. ROSARIO<br />
Intenzione giornaliera:&#8221;Prendere coscienza della gravita del peccato,  annunziando la misericordia di Dio e richiamando al perdono, olla  riconciliazione e allo pace:<br />
18.30 &#8211;  S. MESSA Presiede P.Quirino Salamene<br />
21.00 &#8211;  &#8220;NOI CELESTINO&#8221;- Chiesa Parrocchiale. Testo teatrale di U.Cavalli e  Q.Salomone</p>
<p><strong>Mercoledì  /15</strong></p>
<p>08.00 &#8211;  LODI<br />
16.00 - S.  ROSARIO<br />
Intenzione giornaliera:&#8221;Riscoprire il valore dello natura,  come dono gratuito di Dio, che va usata e mai  abusata, educando così a stili di vita nella<br />
sobrietà  e nella solidarietà.&#8221;<br />
16.30 &#8211;  GIUBILEO dei MALATI e degli ANZIANI. S. MESSA con  SACRAMENTO DELL&#8217;UNZIONE DEGLI INFERMI presiede  S.E. Delio Lucarelli, Vescovo di Rieti<br />
Per il  trasporto anziani e malati : Augusto Berardi (328-4795838) Alberto Severini  (329-9663270)<br />
17.30 &#8211;  Momento di festa e proiezione diapositive su S.  Pier Celestino Locali parrocchiali<br />
21.00 &#8211;  VEGLIA DI PREGHIERA</p>
<p><strong>Giovedì  /16</strong></p>
<p>08.00 &#8211;  LODI<br />
11.00 &#8211;  S.E. MONS. BREGANTINI INCONTRA GLI STUDENTI &#8211;  Liceo Scientifico di Fano<br />
18.00 &#8211;  S.E. MONS. BREGANTINI PIANTA E BENEDICE UN ULIVO<br />
Segno di  pace e a ricordo della Settimana Giubilare Ceìestiniana. Giardino parrocchiale<br />
18.30 &#8211;  GIUBILEO dei GIOVANI &#8211; S.MESSA  presiede S.E. Mons. GianCarlo Maria  Bregantini Arcivescovo di Campobasso e Bojano<br />
21.00 &#8211;  L&#8217;ATTUALITÀ&#8217; DI PAPA CELESTINO V. CONFERENZA DI  S.E. MONS. BREGANTINI. Chiesa  parrocchiale</p>
<p><strong>Venerdì/17</strong></p>
<p>08.00 &#8211;  LODI<br />
10.00 &#8211;  VISITA al CORPO di S. PIER CELESTINO degli  STUDENTI della Scuola elementare e media di  Saltara, guidata dal Prof. Filippo Pece, storico.<br />
20.00 &#8211;  S. ROSARIO.<br />
Intenzione giornaliera: &#8220;II primato della coscienza che sa obbedire sia alla voce della Chiesa, che alla voce della coscienza personale.&#8221;<br />
20.30 &#8211;  S. MESSA CONCLUSIVA PER LA PARTENZA DELL&#8217;URNA  CONTENENTE IL CORPO DI S. PIER CELESTINO<br />
Presiede  il nostro Vescovo Mons. Armando Trasarti</p>
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		<title>&#8220;Chiesa, andiamo fuori le mura&#8221;. Il Card. Tettamanzi apre l&#8217;anno pastorale con la Lettera alla città sulla santità</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:22:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La bellezza spirituale della Chiesa del Signore è costituita anche da questa santità nascosta che fiorisce e cresce pure tra quelle ombre e tenebre che a volte oscurano il volto luminoso della Chiesa di Dio. Abbiamo bisogno di ricuperare fiducia nella Chiesa&#8230;&#8221; (testo segue) Lettera Tettamanzi Santi per vocazione 2010-2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2503" title="Tettamanzi" src="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/09/Tettamanzi-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" />&#8220;La bellezza spirituale della Chiesa del Signore è costituita anche da questa santità nascosta che fiorisce e cresce pure tra quelle ombre e tenebre che a volte oscurano il volto luminoso della Chiesa di Dio. Abbiamo bisogno di ricuperare fiducia nella Chiesa&#8230;&#8221; (testo segue)<span id="more-2498"></span></p>
<p><a href="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/09/Lettera-Tettamanzi-Santi-per-vocazione-2010-20111.doc">Lettera Tettamanzi Santi per vocazione 2010-2011</a></p>
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		<title>&#8220;Dateci il crocefisso&#8221;. Dalle caverne del Cile la richiesta dei minatori</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:19:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Immaginette religiose e statuette di santi”. I 33 minatori cileni intrappolati, dal 5 agosto, nella miniera di San Jose si aggrappano alla fede per superare il momento difficile che stanno vivendo, a 700 metri di profondità. A dare la notizia è MissiOnline, il sito di &#8220;Mondo e Missione&#8221;, mensile del Pime (Pontificio istituto missioni estere) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Immaginette religiose e statuette di santi”. I 33 minatori cileni  intrappolati, dal 5 agosto, nella miniera di San Jose si aggrappano alla  fede per superare il momento difficile che stanno vivendo, a 700 metri  di profondità. A dare la notizia è MissiOnline, il sito di &#8220;Mondo e  Missione&#8221;, mensile del Pime (Pontificio istituto missioni estere)<span id="more-2488"></span> che  riporta le dichiarazioni del ministro della Salute cileno Jaime  Manalich. Quest’ultimo ha subito disposto che attraverso il tubo di 10  cm, che di fatto rappresenta l’unico contatto dei minatori con la  superficie, venisse passato un crocifisso e ha rivelato che i minatori  intendono trasformare la zona del rifugio in un ‘santuario’. Secondo  MissiOnline “le autorità si erano preoccupate di inviare delle carte da  gioco per alleviare i tempi morti dei lavoratori intrappolati. Avendo  ricevuto questo svago, i minatori hanno invece domandato un aiuto  spirituale nella forma di immagini religiose”. Intanto il governo di  Santiago del Cile sta cercando un accordo con la Nasa per avere due o  tre esperti di problematiche nutrizionali e psicologiche. Alcuni  minatori infatti mostrano i primi segni di depressione, ha spiegato  Manalich, come, ad esempio, il fatto di non riuscire a dormire e di  sentirsi psicologicamente provati.</p>
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		<title>Dal 5 al 12 campo vocazionale a Pozza di Fassa con il Vescovo, i seminaristi e i giovani</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dongiacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 5 al 12 settembre il campo vocazionale per giovani organizzato dal Centro Diocesano Vocazioni e dal Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile. Presente il Vescovo, assieme a don Marco Presciutti e don Steven Carboni. Tema di fondo sarà la preghiera. Per iscrizioni e informazioni tel a don Steven: 0721-808574]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2410" title="montagna giovani" src="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/08/montagna-giovani.jpg" alt="" width="240" height="144" />Si terrà dal 5 al 12 settembre il campo vocazionale per giovani organizzato dal Centro Diocesano Vocazioni e dal Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile. Presente il Vescovo, assieme a don Marco Presciutti e don Steven Carboni. Tema di fondo sarà la preghiera. Per iscrizioni e informazioni tel a don Steven: 0721-808574</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Reso noto il Messaggio per la GMG di Madrid 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:53:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(testo integrale) Cari amici, ripenso spesso alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney del 2008. Là abbiamo vissuto una grande festa della fede, durante la quale lo Spirito di Dio ha agito con forza, creando un’intensa comunione tra i partecipanti, venuti da ogni parte del mondo. Quel raduno, come i precedenti, ha portato frutti abbondanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2480" title="giovani gmg" src="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/09/giovani-gmg.jpg" alt="" width="240" height="144" />(testo integrale) </em>Cari amici<em>,</em> ripenso spesso alla  <a href="http://www.vatican.va/gmg/documents/gmg_2008_it.html">Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney del 2008</a>. Là  abbiamo vissuto una grande festa della fede, durante la quale lo Spirito di Dio  ha agito con forza, creando un’intensa comunione tra i partecipanti, venuti da  ogni parte del mondo. Quel raduno, come i precedenti, ha <span id="more-2476"></span>portato frutti  abbondanti nella vita di numerosi giovani e della Chiesa intera. Ora, il nostro  sguardo si rivolge alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà  luogo a Madrid nell’agosto 2011. Già nel 1989, qualche mese prima della storica  caduta del Muro di Berlino, il pellegrinaggio dei giovani fece tappa in Spagna,  a Santiago de Compostela. Adesso, in un momento in cui l’Europa ha grande  bisogno di ritrovare le sue radici cristiane, ci siamo dati appuntamento a  Madrid, con il tema: “<em>Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede</em>” (cfr <em>Col</em> 2,7).  Vi invito pertanto a questo evento così importante per la Chiesa in  Europa e per la Chiesa universale. E vorrei che tutti i giovani,  sia coloro che condividono la nostra fede in Gesù Cristo, sia quanti  esitano,  sono dubbiosi o non credono in Lui, potessero vivere questa esperienza,  che può  essere decisiva per la vita: l’esperienza del Signore Gesù risorto e  vivo e del  suo amore per ciascuno di noi.</p>
<p><strong><em>1. Alle sorgenti delle vostre più grandi aspirazioni</em> </strong></p>
<p>In ogni epoca, anche ai nostri giorni, numerosi giovani sentono il profondo  desiderio che le relazioni tra le persone siano vissute nella verità e nella  solidarietà. Molti manifestano l’aspirazione a costruire rapporti autentici di  amicizia, a conoscere il vero amore, a fondare una famiglia unita, a raggiungere  una stabilità personale e una reale sicurezza, che possano garantire un futuro  sereno e felice. Certamente, ricordando la mia giovinezza, so che stabilità e  sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì, la  domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i  piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane  comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande. Se penso ai miei  anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalità della vita  borghese. Volevamo ciò che è grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa  nella sua vastità e bellezza. Certamente, ciò dipendeva anche dalla nostra  situazione. Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra noi siamo  stati, per così dire, “rinchiusi” dal potere dominante. Quindi, volevamo uscire  all’aperto per entrare nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo. Ma  credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all’abituale ci sia  in ogni generazione. È parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più  della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che  è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si  diventa adulti? No, l’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per  l’infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente. Sant’Agostino aveva ragione:  il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in Te. Il desiderio della  vita più grande è un segno del fatto che ci ha creati Lui, che portiamo la sua  “impronta”. Dio è vita, e per questo ogni creatura tende alla vita; in modo  unico e speciale la persona umana, fatta ad immagine di Dio, aspira all’amore,  alla gioia e alla pace. Allora comprendiamo che è un controsenso pretendere di  eliminare Dio per far vivere l’uomo! Dio è la sorgente della vita; eliminarlo  equivale a separarsi da questa fonte e, inevitabilmente, privarsi della pienezza  e della gioia: “la creatura, infatti, senza il Creatore svanisce” (Con. Ecum.  Vat. II, Cost. <em> <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html">Gaudium et spes</a></em>, 36). La cultura attuale, in alcune aree  del mondo, soprattutto in Occidente, tende ad escludere Dio, o a considerare la  fede come un fatto privato, senza alcuna rilevanza nella vita sociale. Mentre  l’insieme dei valori che sono alla base della società proviene dal Vangelo –  come il senso della dignità della persona, della solidarietà, del lavoro e della  famiglia –, si constata una sorta di “eclissi di Dio”, una certa amnesia, se non  un vero rifiuto del Cristianesimo e una negazione del tesoro della fede  ricevuta, col rischio di perdere la propria identità profonda.</p>
<p>Per questo motivo, cari amici, vi invito a intensificare il vostro cammino di  fede in Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Voi siete il futuro della  società e della Chiesa! Come scriveva l’apostolo Paolo ai cristiani della città  di Colossi, è vitale avere delle radici, della basi solide! E questo è  particolarmente vero oggi, quando molti non hanno punti di riferimento stabili  per costruire la loro vita, diventando così profondamente insicuri. Il  relativismo diffuso, secondo il quale tutto si equivale e non esiste alcuna  verità, né alcun punto di riferimento assoluto, non genera la vera libertà, ma  instabilità, smarrimento, conformismo alle mode del momento. Voi giovani avete  il diritto di ricevere dalle generazioni che vi precedono punti fermi per fare  le vostre scelte e costruire la vostra vita, come una giovane pianta ha bisogno  di un solido sostegno finché crescono le radici, per diventare, poi, un albero  robusto, capace di portare frutto.</p>
<p><strong><em>2. Radicati e fondati in Cristo</em></strong></p>
<p>Per mettere in luce l’importanza della fede nella vita dei credenti, vorrei  soffermarmi su ciascuno dei tre termini che san Paolo utilizza in questa sua  espressione: “<em>Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede</em>” (cfr <em>Col</em> 2,7).  Vi possiamo scorgere tre immagini: “radicato” evoca l’albero e le radici che lo  alimentano; “fondato” si riferisce alla costruzione di una casa; “saldo” rimanda  alla crescita della forza fisica o morale. Si tratta di immagini molto  eloquenti. Prima di commentarle, va notato semplicemente che nel testo originale  i tre termini, dal punto di vista grammaticale, sono dei passivi: ciò significa  che è Cristo stesso che prende l’iniziativa di radicare, fondare e rendere saldi  i credenti.</p>
<p>La prima immagine è quella dell’albero, fermamente piantato al suolo tramite le  radici, che lo rendono stabile e lo alimentano. Senza radici, sarebbe trascinato  via dal vento, e morirebbe. Quali sono le nostre radici? Naturalmente i  genitori, la famiglia e la cultura del nostro Paese, che sono una componente  molto importante della nostra identità. La Bibbia ne svela un’altra. Il  profeta Geremia scrive: “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è  la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la  corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie  rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre  frutti” (<em>Ger </em>17,7-8). Stendere le radici, per il profeta, significa  riporre la propria fiducia in Dio. Da Lui attingiamo la nostra vita; senza di  Lui non potremmo vivere veramente. “Dio ci ha donato la vita eterna e questa  vita è nel suo Figlio” (<em>1 Gv</em> 5,11). Gesù stesso si presenta come nostra  vita (cfr <em>Gv</em> 14,6). Perciò la fede cristiana non è solo credere a delle  verità, ma è anzitutto una relazione personale con Gesù Cristo, è l’incontro con  il Figlio di Dio, che dà a tutta l’esistenza un dinamismo nuovo. Quando entriamo  in rapporto personale con Lui, Cristo ci rivela la nostra identità, e, nella sua  amicizia, la vita cresce e si realizza in pienezza. C’è un momento, da giovani,  in cui ognuno di noi si domanda: che senso ha la mia vita, quale scopo, quale  direzione dovrei darle? E’ una fase fondamentale, che può turbare l’animo, a  volte anche a lungo. Si pensa al tipo di lavoro da intraprendere, a quali  relazioni sociali stabilire, a quali affetti sviluppare… In questo contesto,  ripenso alla mia giovinezza. In qualche modo ho avuto ben presto la  consapevolezza che il Signore mi voleva sacerdote. Ma poi, dopo  la Guerra, quando in seminario e all’università ero in cammino  verso questa meta, ho dovuto riconquistare questa certezza. Ho dovuto chiedermi:  è questa veramente la mia strada? È veramente questa la volontà del Signore per  me? Sarò capace di rimanere fedele a Lui e di essere totalmente disponibile per  Lui, al Suo servizio? Una tale decisione deve anche essere sofferta. Non può  essere diversamente. Ma poi è sorta la certezza: è bene così! Sì, il Signore mi  vuole, pertanto mi darà anche la forza. Nell’ascoltarLo, nell’andare insieme con  Lui divento veramente me stesso. Non conta la realizzazione dei miei propri  desideri, ma la Sua volontà. Così la vita diventa autentica.</p>
<p>Come le radici dell’albero lo tengono saldamente piantato nel terreno, così le  fondamenta danno alla casa una stabilità duratura. Mediante la fede, noi siamo  fondati in Cristo (cfr <em>Col</em> 2,7), come una casa è costruita sulle  fondamenta. Nella storia sacra abbiamo numerosi esempi di santi che hanno  edificato la loro vita sulla Parola di Dio. Il primo è Abramo. Il nostro padre  nella fede obbedì a Dio che gli chiedeva di lasciare la casa paterna per  incamminarsi verso un Paese sconosciuto. “Abramo credette a Dio e gli fu  accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio” (<em>Gc</em> 2,23).  Essere fondati in Cristo significa rispondere concretamente alla chiamata di  Dio, fidandosi di Lui e mettendo in pratica la sua Parola. Gesù stesso ammonisce  i suoi discepoli: “Perché mi invocate: «Signore, Signore!» e non fate quello che  dico?” (<em>Lc</em> 6,46). E, ricorrendo all’immagine della costruzione della  casa, aggiunge: “Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in  pratica… è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo  e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella  casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene” (<em>Lc</em> 6,47-48).</p>
<p>Cari amici, costruite la vostra casa sulla roccia, come l’uomo che “ha scavato  molto profondo”. Cercate anche voi, tutti i giorni, di seguire la Parola di Cristo. Sentitelo  come il vero Amico con cui condividere il cammino della vostra vita. Con Lui  accanto sarete capaci di affrontare con coraggio e speranza le difficoltà, i  problemi, anche le delusioni e le sconfitte. Vi vengono presentate continuamente  proposte più facili, ma voi stessi vi accorgete che si rivelano ingannevoli, non  vi danno serenità e gioia. Solo la Parola di Dio ci indica la  via autentica, solo la fede che ci è stata trasmessa è la luce che illumina il  cammino. Accogliete con gratitudine questo dono spirituale che avete ricevuto  dalle vostre famiglie e impegnatevi a rispondere con responsabilità alla  chiamata di Dio, diventando adulti nella fede. Non credete a coloro che vi  dicono che non avete bisogno degli altri per costruire la vostra vita!  Appoggiatevi, invece, alla fede dei vostri cari, alla fede della Chiesa, e  ringraziate il Signore di averla ricevuta e di averla fatta vostra!</p>
<p><strong><em>3. Saldi nella fede</em></strong></p>
<p>Siate “<em>radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede</em>” (cfr <em>Col</em> 2,7).<em> </em>La Lettera <em> </em>da cui è  tratto questo invito, è stata scritta da san Paolo per rispondere a un bisogno  preciso dei cristiani della città di Colossi. Quella comunità, infatti, era  minacciata dall’influsso di certe tendenze culturali dell’epoca, che  distoglievano i fedeli dal Vangelo. Il nostro contesto culturale, cari giovani,  ha numerose analogie con quello dei Colossesi di allora. Infatti, c’è una forte  corrente di pensiero laicista che vuole emarginare Dio dalla vita delle persone  e della società, prospettando e tentando di creare un “paradiso” senza di Lui.  Ma l’esperienza insegna che il mondo senza Dio diventa un “inferno”: prevalgono  gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio tra le persone e tra i popoli,  la mancanza di amore, di gioia e di speranza. Al contrario, là dove le persone e  i popoli accolgono la presenza di Dio, lo adorano nella verità e ascoltano la  sua voce, si costruisce concretamente la civiltà dell’amore, in cui ciascuno  viene rispettato nella sua dignità, cresce la comunione, con i frutti che essa  porta. Vi sono però dei cristiani che si lasciano sedurre dal modo di pensare  laicista, oppure sono attratti da correnti religiose che allontanano dalla fede  in Gesù Cristo. Altri, senza aderire a questi richiami, hanno semplicemente  lasciato raffreddare la loro fede, con inevitabili conseguenze negative sul  piano morale.</p>
<p>Ai fratelli contagiati da idee estranee al Vangelo, l’apostolo Paolo ricorda la  potenza di Cristo morto e risorto. Questo mistero è il fondamento della nostra  vita, il centro della fede cristiana. Tutte le filosofie che lo ignorano,  considerandolo “stoltezza” (<em>1 Cor</em> 1,23), mostrano i loro limiti davanti  alle grandi domande che abitano il cuore dell’uomo. Per questo anch’io, come  Successore dell’apostolo Pietro, desidero confermarvi nella fede (cfr <em>Lc</em> 22,32).  Noi crediamo fermamente che Gesù Cristo si è offerto sulla Croce per donarci il  suo amore; nella sua passione, ha portato le nostre sofferenze, ha preso su di  sé i nostri peccati, ci ha ottenuto il perdono e ci ha riconciliati con Dio  Padre, aprendoci la via della vita eterna. In questo modo siamo stati liberati  da ciò che più intralcia la nostra vita: la schiavitù del peccato, e possiamo  amare tutti, persino i nemici, e condividere questo amore con i fratelli più  poveri e in difficoltà.</p>
<p>Cari amici, spesso la Croce ci fa paura, perché  sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il “sì”  di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga  la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla croce è sgorgata questa  vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il  Crocifisso. Dunque, non posso che invitarvi ad accogliere la Croce di Gesù, segno  dell’amore di Dio, come fonte di vita nuova. Al di fuori di Cristo morto e  risorto, non vi è salvezza! Lui solo può liberare il mondo dal male e far  crescere il Regno di giustizia, di pace e di amore al quale tutti aspiriamo.</p>
<p><strong><em>4. Credere in Gesù Cristo senza vederlo</em></strong></p>
<p>Nel Vangelo ci viene descritta l’esperienza di fede dell’apostolo Tommaso  nell’accogliere il mistero della Croce e Risurrezione di Cristo. Tommaso fa  parte dei Dodici apostoli; ha seguito Gesù; è testimone diretto delle sue  guarigioni, dei miracoli; ha ascoltato le sue parole; ha vissuto lo smarrimento  davanti alla sua morte. La sera di Pasqua il Signore appare ai discepoli, ma  Tommaso non è presente, e quando gli viene riferito che Gesù è vivo e si è  mostrato, dichiara: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto  il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non  credo” (<em>Gv</em> 20,25).</p>
<p>Noi pure vorremmo poter vedere Gesù, poter parlare con Lui, sentire ancora più  fortemente la sua presenza. Oggi per molti, l’accesso a Gesù si è fatto  difficile. Circolano così tante immagini di Gesù che si spacciano per  scientifiche e Gli tolgono la sua grandezza, la singolarità della Sua persona.  Pertanto, durante lunghi anni di studio e meditazione, maturò in me il pensiero  di trasmettere un po’ del mio personale incontro con Gesù in un libro: quasi per  aiutare a vedere, udire, toccare il Signore, nel quale Dio ci è venuto incontro  per farsi conoscere. Gesù stesso, infatti, apparendo nuovamente dopo otto giorni  ai discepoli, dice a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi  la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (<em>Gv</em> 20,27). Anche a noi è possibile avere un contatto sensibile con Gesù, mettere,  per così dire, la mano sui segni della sua Passione, i segni del suo amore: nei  Sacramenti Egli si fa particolarmente vicino a noi, si dona a noi. Cari giovani,  imparate a “vedere”, a “incontrare” Gesù nell’Eucaristia, dove è presente e  vicino fino a farsi cibo per il nostro cammino; nel Sacramento della Penitenza,  in cui il Signore manifesta la sua misericordia nell’offrirci sempre il suo  perdono. Riconoscete e servite Gesù anche nei poveri, nei malati, nei fratelli  che sono in difficoltà e hanno bisogno di aiuto.</p>
<p>Aprite e coltivate un dialogo personale con Gesù Cristo, nella fede. Conoscetelo  mediante la lettura dei Vangeli e del Catechismo della Chiesa Cattolica; entrate  in colloquio con Lui nella preghiera, dategli la vostra fiducia: non la tradirà  mai! “La fede è innanzitutto un’<em>adesione personale </em>dell’uomo a Dio; al  tempo stesso ed inseparabilmente, <em>è l’assenso libero a tutta la verità che  Dio ha rivelato</em>” (<a href="http://www.vatican.va/archive/ccc_it/documents/2663cat017-308.PDF"><em>Catechismo della Chiesa Cattolica</em>, 150</a>). Così  potrete acquisire una fede matura, solida, che non sarà fondata unicamente su un  sentimento religioso o su un vago ricordo del catechismo della vostra infanzia.  Potrete conoscere Dio e vivere autenticamente di Lui, come l’apostolo Tommaso,  quando manifesta con forza la sua fede in Gesù: “Mio Signore e mio Dio!”.</p>
<p><strong><em>5. Sorretti dalla fede della Chiesa, per essere testimoni</em></strong></p>
<p>In quel momento Gesù esclama: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati  quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (<em>Gv</em> 20,29). Egli pensa al  cammino della Chiesa, fondata sulla fede dei testimoni oculari: gli Apostoli.  Comprendiamo allora che la nostra fede personale in Cristo, nata dal dialogo con  Lui, è legata alla fede della Chiesa: non siamo credenti isolati, ma, mediante  il Battesimo, siamo membri di questa grande famiglia, ed è la fede professata  dalla Chiesa che dona sicurezza alla nostra fede personale. Il <em>Credo</em> che  proclamiamo nella Messa domenicale ci protegge proprio dal pericolo di credere  in un Dio che non è quello che Gesù ci ha rivelato: “Ogni credente è come un  anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere  sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la  fede degli altri” (<a href="http://www.vatican.va/archive/ccc_it/documents/2663cat017-308.PDF"><em>Catechismo della Chiesa Cattolica</em>, 166</a>). Ringraziamo  sempre il Signore per il dono della Chiesa; essa ci fa progredire con sicurezza  nella fede, che ci dà la vera vita (cfr <em>Gv</em> 20,31).</p>
<p>Nella storia della Chiesa, i santi e i martiri hanno attinto dalla Croce  gloriosa di Cristo la forza per essere fedeli a Dio fino al dono di se stessi;  nella fede hanno trovato la forza per vincere le proprie debolezze e superare  ogni avversità. Infatti, come dice l’apostolo Giovanni, “chi è che vince il  mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?” (<em>1 Gv</em> 5,5). E la  vittoria che nasce dalla fede è quella dell’amore. Quanti cristiani sono stati e  sono una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella  carità: sono stati artigiani di pace, promotori di giustizia, animatori di un  mondo più umano, un mondo secondo Dio; si sono impegnati nei vari ambiti della  vita sociale, con  competenza e professionalità, contribuendo efficacemente  al bene di tutti. La carità che scaturisce dalla fede li ha condotti ad una  testimonianza molto concreta, negli atti e nelle parole: Cristo non è un bene  solo per noi stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli  altri. Nell’era della globalizzazione, siate testimoni della speranza cristiana  nel mondo intero: sono molti coloro che desiderano ricevere questa speranza!  Davanti al sepolcro dell’amico Lazzaro, morto da quattro giorni, Gesù, prima di  richiamarlo alla vita, disse a sua sorella Marta: “Se crederai, vedrai la gloria  di Dio” (cfr <em>Gv</em> 11,40). Anche voi, se crederete, se saprete vivere e  testimoniare la vostra fede ogni giorno, diventerete strumento per far ritrovare  ad altri giovani come voi il senso e la gioia della vita, che nasce  dall’incontro con Cristo!</p>
<p><strong><em>6. Verso la Giornata Mondiale di Madrid</em></strong></p>
<p>Cari amici, vi rinnovo l’invito a venire alla  <a href="http://www.vatican.va/gmg/documents/gmg_2011_it.html">Giornata Mondiale della Gioventù a  Madrid</a>. Con gioia profonda, attendo ciascuno di voi personalmente: Cristo vuole  rendervi saldi nella fede mediante la Chiesa. La scelta di credere in Cristo e di seguirlo non è  facile; è ostacolata dalle nostre infedeltà personali e da tante voci che  indicano vie più facili. Non lasciatevi scoraggiare, cercate piuttosto il  sostegno della Comunità cristiana, il sostegno della Chiesa! Nel corso di  quest’anno preparatevi intensamente all’appuntamento di Madrid con i vostri  Vescovi, i vostri sacerdoti e i responsabili di pastorale giovanile nelle  diocesi, nelle comunità parrocchiali, nelle associazioni e nei movimenti. La  qualità del nostro incontro dipenderà soprattutto dalla preparazione spirituale,  dalla preghiera, dall’ascolto comune della Parola di Dio e dal sostegno  reciproco.</p>
<p>Cari giovani, la Chiesa conta su di voi! Ha  bisogno della vostra fede viva, della vostra carità creativa e del dinamismo  della vostra speranza. La vostra presenza rinnova la Chiesa, la ringiovanisce e  le dona nuovo slancio. Per questo le <a href="http://www.vatican.va/gmg.html">Giornate Mondiali della Gioventù</a> sono una  grazia non solo per voi, ma per tutto il Popolo di Dio. La Chiesa in  Spagna si sta  preparando attivamente per accogliervi e vivere insieme l’esperienza  gioiosa  della fede. Ringrazio le diocesi, le parrocchie, i santuari, le comunità   religiose, le associazioni e i movimenti ecclesiali, che lavorano con  generosità  alla preparazione di questo evento. Il Signore non mancherà di  benedirli. La Vergine Maria accompagni questo cammino di preparazione.  Ella, all’annuncio dell’Angelo, accolse con fede la Parola di Dio; con  fede acconsentì all’opera che  Dio stava compiendo in lei. Pronunciando il suo “<em>fiat</em>”, il suo “sì”,  ricevette il dono di una carità immensa, che la spinse a donare tutta se stessa  a Dio. Interceda per ciascuno e ciascuna di voi, affinché nella prossima  Giornata Mondiale possiate crescere nella fede e nell’amore. Vi assicuro il mio  paterno ricordo nella preghiera e vi benedico di cuore.</p>
<p><em>Dal Vaticano, 6 agosto 2010, Festa della Trasfigurazione del Signore. </em></p>
<p><strong>BENEDICTUS PP. XVI</strong></p>
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		<title>Nuova edizione del TG Web: 2 settembre 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dongiacomo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="logo web tv" src="../wp-content/uploads/media/2010/07/logo-web-tv-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" />Il TG Web è di nuovo on line con una nuova edizione. Il palinsesto prevede:<br />
- l&#8217;ingresso di don De Santi e di don Londei a Fossombrone;<br />
- la mostra sul Caravaggio a Sant&#8217;Ippolito;<br />
- la festa del mare presieduta dal Vescovo Armando<br />
Clicca qui per vedere l&#8217;edizione: <a href="http://www.fanodiocesitv.it/">www.fanodiocesitv.it</a></p>
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		<title>&#8220;I peccati dei preti e dei laici ci aiutino ad amare maggiormente la Chiesa&#8221;. Il Papa all&#8217;udienza generale parlando di Ildegarda di Bingen</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:14:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(testo dell&#8217;udienza) Cari fratelli e sorelle, nel 1988, in occasione dell’Anno Mariano, il Venerabile Giovanni Paolo II ha scritto una Lettera Apostolica intitolata Mulieris dignitatem, trattando del ruolo prezioso che le donne hanno svolto e svolgono nella vita della Chiesa. “La Chiesa &#8211; vi si legge &#8211; ringrazia per tutte le manifestazioni del genio femminile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2482" title="Pope Benedict XVI wears a red hat as he arrives to lead his weekly general audience in Saint Peter's Square at the  Vatican" src="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/09/foto-benedetto-XVI2.jpg" alt="" width="240" height="144" />(testo dell&#8217;udienza) </em>Cari fratelli e sorelle, nel 1988, in occasione dell’Anno Mariano, il Venerabile  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/index_it.htm">Giovanni Paolo II</a> ha scritto  una Lettera Apostolica intitolata <em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_letters/documents/hf_jp-ii_apl_15081988_mulieris-dignitatem_it.html">Mulieris dignitatem</a></em>, trattando del  ruolo prezioso che le donne hanno svolto e<span id="more-2463"></span> svolgono nella vita della Chiesa.  “La Chiesa &#8211; vi si legge &#8211; ringrazia per tutte le manifestazioni del <em>genio  femminile</em> apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e a  tutte le nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce  alle donne nella storia del popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve  alla loro fede, speranza e carità; ringrazia per tutti i frutti di santità  femminile” (n.<strong> </strong>31).</p>
<p>Anche in quei secoli della storia che noi abitualmente chiamiamo Medioevo,  diverse figure femminili spiccano per la santità della vita e la ricchezza dell’insegnamento. Oggi vorrei iniziare a  presentarvi una di esse: santa Ildegarda di Bingen, vissuta in Germania nel XII  secolo. Nacque nel  1098 in Renania, a Bermersheim, nei pressi di Alzey, e morì nel 1179, all’età di  81 anni, nonostante la permanente fragilità della sua salute.  Ildegarda apparteneva a una famiglia nobile e numerosa  e, fin dalla nascita, venne votata dai suoi genitori al servizio di Dio. A otto  anni, per ricevere un’adeguata formazione umana e cristiana, fu affidata alle  cure della maestra Giuditta di Spanheim, che si era ritirata in clausura presso  il monastero benedettino di san Disibodo. Si andò formando un piccolo monastero  femminile di clausura, che seguiva la Regola di san Benedetto.  Ildegarda ricevette il velo dal Vescovo Ottone di  Bamberga e, nel 1136, alla morte di madre Giuditta, divenuta Superiora della  comunità, le consorelle la chiamarono a succederle. Svolse questo compito  mettendo a frutto le sue doti di donna colta, spiritualmente elevata e capace di  affrontare con competenza gli aspetti organizzativi della vita claustrale.  Qualche anno dopo, anche a motivo del numero crescente di giovani donne che  bussavano alle porte del monastero, Ildegarda fondò un’altra comunità a Bingen,  intitolata a san Ruperto, dove trascorse il resto della vita. Lo stile con cui  esercitava il ministero dell’autorità è esemplare per ogni comunità religiosa:  esso suscitava una santa emulazione nella pratica del bene, tanto che, come  risulta da testimonianze del tempo, la madre e le figlie gareggiavano nello  stimarsi e nel servirsi a vicenda.</p>
<p>Già negli anni in cui era superiora del monastero di san Disibodo, Ildegarda  aveva iniziato a dettare le visioni mistiche, che riceveva da tempo, al suo  consigliere spirituale, il monaco Volmar, e alla sua segretaria, una consorella  a cui era molto affezionata, Richardis di Strade. Come sempre accade nella vita  dei veri mistici, anche Ildegarda volle sottomettersi all’autorità di persone  sapienti per discernere l’origine delle sue visioni, temendo che esse fossero  frutto di illusioni e che non venissero da Dio. Si rivolse perciò alla persona  che ai suoi tempi godeva della massima stima nella Chiesa: san Bernardo di  Chiaravalle, del quale ho già parlato in alcune Catechesi. Questi tranquillizzò  e incoraggiò Ildegarda. Ma nel 1147 ella ricevette un’altra approvazione  importantissima. Il Papa Eugenio III, che presiedeva un sinodo a Treviri, lesse  un testo dettato da Ildegarda, presentatogli dall’Arcivescovo Enrico di Magonza.  Il Papa autorizzò la mistica a scrivere le sue visioni e a parlare in pubblico.  Da quel momento il prestigio spirituale di Ildegarda crebbe sempre di più, tanto  che i contemporanei le attribuirono il titolo di “profetessa teutonica”. È  questo, cari amici, il sigillo di un’esperienza autentica dello Spirito Santo,  sorgente di ogni carisma: la persona depositaria di doni soprannaturali non se  ne vanta mai, non li ostenta e, soprattutto, mostra totale obbedienza  all’autorità ecclesiale. Ogni dono distribuito dallo Spirito Santo, infatti, è  destinato all’edificazione della Chiesa, e  la Chiesa, attraverso i suoi Pastori, ne riconosce l’autenticità.</p>
<p>Parlerò ancora una volta il prossimo mercoledì su questa grande donna  “profetessa”, che parla con grande attualità anche oggi a noi, con la sua  coraggiosa capacità di discernere i segni dei tempi, con il suo amore per il  creato, la sua medicina, la sua poesia, la sua musica, che oggi viene  ricostruita, il suo amore per Cristo e per  la Sua Chiesa, sofferente  anche in quel tempo, ferita anche in quel tempo dai peccati dei  preti e dei laici, e tanto più amata come corpo di Cristo. Così santa Ildegarda  parla a noi; ne parleremo ancora il prossimo mercoledì. Grazie per la vostra  attenzione.</p>
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		<title>Venerdì 3 settembre la presentazione del libro sul Vescovo Costanzo Micci</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:35:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì 3 settembre, alle ore 17.30 alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna, sarà presentato il libro sulla biografia di Mons. Costanzo Micci, curato da padre Silvano Bracci. Interverrà Mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto. Per ricordare la figura di Mons. Micci, sabato 4 settembre, alle ore 18 in Cattedrale, il vescovo Armando celebrerà la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/08/Costanzo_Micci_-_Vescovo_di_Larinook.jpg"></a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2318" title="Costanzo_Micci_-_Vescovo_di_Larinook" src="http://www.fanodiocesi.it/wp-content/uploads/media/2010/08/Costanzo_Micci_-_Vescovo_di_Larinook1.jpg" alt="" width="200" height="196" />Venerdì 3 settembre, alle ore 17.30 alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna, sarà presentato il libro sulla biografia di Mons. Costanzo Micci, curato da padre Silvano Bracci. Interverrà Mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto. Per ricordare la figura di Mons. Micci, sabato 4 settembre, alle ore 18 in Cattedrale, il vescovo Armando celebrerà la Santa Messa in occasione del 25° anniversario della morte del vescovo di Fano.</p>
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