Sabato 31 ottobre, alle ore 18, in Cattedrale

Gianluca Fratini sarà ordinato diacono

Sabato 31 ottobre la Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pegola vivrà un momento di festa per l’ordinazione di Gianluca Fratini, che sarà il diciannovesimo diacono della nostra chiesa locale da quando l’11 novembre dell’89 ci fu la prima ordinazione. Questo evento mi dà modo di fare una breve presentazione di questo ministero che ancora oggi, per diversi motivi, non ha espresso tutta la sua potenzialità, tanto che tra fedeli c’è chi fa fatica a definirne la spiritualità, i caratteri, i ruoli. A dir il vero questo ministero, rinato con Concilio Vaticano II, ha avuto, via via, la necessità di essere messo a fuoco per la ristrettezza di una teologia dei ministeri fino ad allora concentrata quasi unicamente su quello del sacerdozio. Per questo, sapendo che “è l’essere che qualifica l’agire”,  è bene focalizzare sempre di più e meglio la figura del diacono, proprio per non cadere in quella funzionalità che tende a coprire vuoti e ombre pastorali che poi alla fine finiscono con il qualificare i diaconi come mezzi preti o super laici specializzati.

Il diacono invece è chiamato ad essere “docile” voce dello spirito e, dentro e fuori dei luoghi sacri, espleta la sua missione guardando al mondo che lo circonda con gli occhi, le mani e il cuore di Dio. Preparato e consapevole che a lui possono far riferimento molti fratelli e sorelle bisognevoli di aiuto, conforto e anche guida spirituale, privilegia la scelta della chiesa del campo dell’evangelizzazione curando la “pastorale dell’ambiente”, non solo nel territorio a lui assegnato, ma anche oltre, non per nulla è definito il “ministero della soglia”.

Nella cura dei fratelli incontrati lungo il suo percorso da un buon ministro ricorda, anche con l’esemplarità della sua vita, che nessuno è privato della misericordia di Dio, anche chi apparentemente sembra non credere. La sua missione si può quindi riassumere nel farsi prossimo ad ogni fratello e sorella nelle loro situazioni umane, in parrocchia, nella forania, nel mondo del lavoro, tra i suoi colleghi di lavoro, nel mondo giovanile, in quello degli anziani, operando per le famiglie e le giovani coppie, ma con un’attenzione particolare al campo della carità, ovvero facendosi prossimo agli ultimi, ai poveri, ai migranti, agli ammalati, ai carcerati.

In sintesi se il suo campo di lavoro è tutta “la vigna del Signore” egli indirizzerà sua missione a quegli ambienti e realtà dove la Chiesa istituzione trova difficoltà a dialogare oppure impossibilitata ad essere presente.

Come abbiamo visto un mistero molto eclettico, concreto e profetico, per questo l’augurio che facciamo a Gianluca è di contribuire con il suo servizio ad aiutare la chiesa locale a far emergere e valorizzare tutta la ricchezza di questo ministero.

Lucio Diotallevi