A Spicello

Conclusi gli Esercizi Spirituali per famiglie

“La coppia è scultura capace di manifestare il Dio creatore e salvatore”. Con queste parole, prese dal n.11 di “Amoris Laetitia”, il Vescovo Andrea ha iniziato la prima meditazione degli esercizi spirituali per famiglie, organizzati dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare al Santuario di San Giuseppe a Spicello dal 17 al 19 aprile. Oltre al Vescovo è intervenuta la biblista Laura Paladino, docente universitaria, mamma e moglie.
Il vescovo ha messo in evidenza come il tema sponsale attraversi le Scritture del Primo e del Nuovo Testamento, dal Genesi all’Apocalisse. “Ogni casa è un candelabro” (J.L. Borges), ha le sue problematiche, le sue stanze fatte di vita quotidiana, abitate da gioie e dolori. La casa è illuminata, tuttavia, dalla luce della Parola.  Mons. Andreozzi, nel richiamare le prerogative del matrimonio come sacramento, ha messo l’accento sull’unione esclusiva della coppia e sull’appartenenza reciproca, citando il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede “Una caro. Elogio della monogamia”. Un altro aspetto fondante del rapporto di coppia, ripreso dal vescovo a partire da “Amoris Laetitia” nn.27-30 è la tenerezza che deve caratterizzare la vita della famiglia, senza che ci si debba vergognare di esprimere e manifestare i sentimenti. La tenerezza aiuta a rimanere nelle braccia di Dio, come bimbo svezzato in braccio a sua madre (Sal 131). Oggi più che mai ce n’è bisogno per non diventare automi spietati creati per distruggere.
La biblista Laura Paladino ha sottolineato come San Giuseppe abbia consentito la nascita della Santa Famiglia, della vita del Salvatore. Ha parlato delle differenze che sono sempre elementi importanti e fondamentali per accogliere il mistero di Dio contenuto in ogni persona. L’altro, nella sua diversità, è via per la santità.

Gli sposi sono animati dallo Spirito Santo che soffia dove vuole e guida alla comprensione della volontà di Dio nella custodia della vocazione. Il divisore, infatti, tenta la coppia con cose desiderabili che possono interferire nella relazione. Gli sposi sono chiamati a prendersi cura l’uno dell’altro, stando con Gesù e ascoltando la sua voce grazie al dono dello Spirito. La pace del cuore è il termometro della vita di una persona, nella sua capacità di agire e di fermarsi per riflettere sul suo operato e sulla sua missione.
Laura Paladino ha poi proseguito dicendo che la prima vocazione degli sposi è quella di stare insieme. Il centro del matrimonio è l’unità capace di generare vita: pensati da sempre, i nostri nomi sono scritti nel cielo.  Il “per sempre” è già inscritto nel cuore. In Gesù la vita non è tolta, ma trasformata, in Lui tutti sono chiamati alla vita eterna. Dio vuole il meglio per i suoi figli. Li ha creati per amare, non per vivacchiare e li sostiene per arrivare in cima alla vetta.

Durante i tre giorni di ritiro ci sono stati momenti di confronto, di dialogo e di fraternità tra tutte le coppie che hanno partecipato, accompagnate dai direttori dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, Carlo e Nicoletta, e dalle famiglie più giovani che hanno pensato e preparato l’intera proposta.

a cura di Marco Gasparini