Dal 17 al 22 agosto sei giovani che vivono nella Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola vivranno un’esperienza di volontariato e servizio presso la Caritas di Foggia. Un viaggio di sei giorni che nasce da un percorso iniziato molti mesi fa e che mette insieme volontariato, incontro, migrazione, dialogo interculturale e conoscenza di realtà spesso lontane dalla quotidianità dei ragazzi. A prima vista potrebbe sembrare semplicemente la partenza di un piccolo gruppo di giovani ma, in realtà, dietro quei sei posti sul pulmino c’è una storia iniziata molto prima della partenza. La scelta di Foggia non è infatti casuale ma nasce da un’amicizia.
Don Alessandro Messina, direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola ha conosciuto Khady Sene, prima direttrice straniera di una Caritas in Italia, in occasione di un incontro tenutosi a Fano dove era stata invitata a portare la propria testimonianza. Da quell’incontro è nata un’amicizia e una conoscenza che, nel tempo, si è trasformata in una possibilità concreta di collaborazione.
Khady Sene infatti è stata invitata alla Festa dei popoli di quest’anno per portare la sua testimonianza. Da qui è nata l’idea di offrire ai giovani della nostra diocesi la possibilità di vivere un’esperienza di servizio e di incontro a Foggia dove si svolgono diverse attività nell’ambito sociale e nell’accoglienza dei migranti. Ricordiamo che proprio a Foggia nei quartieri di Borgomezzanone e di Torretta Antonacci ci sono le baraccopoli più grandi d’Europa.
Don Sandro quest’anno ha incontrato diverse classi delle scuole superiori di Fano e Pergola e, in questo contesto, è stata proposta anche la possibilità concreta di conoscere, incontrare e mettersi a servizio dei migranti e in attività a servizio degli ultimi. A partire saranno sei giovani, tre ragazze e tre ragazzi, tra i 15 e i 21 anni, accompagnati da tre adulti dell’Ufficio Migrantes, tra cui don Sandro. Un piccolo gruppo, ma particolarmente ricco per la sua varietà.
Ci saranno due studentesse dei licei di Fano, due studenti delle scuole superiori di Fano e Fossombrone, una giovane irachena arrivata attraverso i corridoi umanitari e accolta dalla Caritas e un minore straniero non accompagnato.
Sei storie diverse, sei percorsi personali differenti, appartenenze culturali e religiose differenti. Ed è proprio questa eterogeneità a rappresentare una delle ricchezze dell’esperienza. Non si tratta soltanto di andare a conoscere “gli altri” ma anche di conoscersi tra di loro. A Foggia i giovani saranno coinvolti presso la mensa della Caritas e al centro estivo con i bambini rom. Ma accanto al fare ci sarà anche il tempo per conoscere.
Il programma prevede infatti visite al ghetto di Borgo Mezzanone e al ghetto di Torretta Antonacci, realtà che permetteranno ai ragazzi di confrontarsi con le condizioni di vita di molti lavoratori migranti. Visiteranno inoltre il campo rom di Arpinova, incontreranno la comunità islamica di Foggia e avranno l’occasione di recarsi a Monte Sant’Angelo per un momento di preghiera interreligioso.
Conoscere la migrazione non significa soltanto ascoltare una lezione o leggere una statistica. Significa soprattutto incontrare volti, ascoltare storie, entrare in luoghi e lasciarsi interrogare da ciò che si vede e si sperimenta
Nadia Ben Hassen
