Un saluto che si è trasformato in un momento di ringraziamento sentito e profondo. Domenica 20 settembre, nella Basilica di San Paterniano, il Vescovo Andrea ha presieduto la celebrazione eucaristica per ringraziare Dio della presenza e del servizio dei frati cappuccini, che da ben cinque secoli arricchiscono la comunità di Fano. Prima dell’inizio della Santa Messa, padre Giuliano Viabile, già rettore della Basilica e direttore del coro di San Paterniano, ha ripercorso in sintesi la lunga e significativa storia dei frati cappuccini in città. Nel corso della celebrazione è stato inoltre annunciato il passaggio di consegne: a raccogliere il testimone come nuovo rettore sarà Mons. Filippo Fradelloni.
Nel corso dell’omelia, il Vescovo Andrea ha legato il traguardo dei cappuccini alle parabole evangeliche della vigna, definendo la loro presenza “una storia bella e tormentata”, ma soprattutto mossa dalla gratuità. “Oggi siamo qui a raccogliere il frutto perché la vita cristiana è innanzitutto gustare il frutto della presenza di Dio. E’ Lui che ci fa gustare il frutto senza raccontarci tutto il lavoro che ha fatto con noi e per noi. Sappiamo che il frutto è quello dello Spirito che ci permette di avere dentro di noi la pace, la gioia, la bontà, la mansuetudine, la mitezza, il dominio di noi stessi, il senso di comunità, la capacità di riconciliazione. Le parabole della vigna assomigliano molto alla storia dei padri cappuccini, una storia bella e tormentata perché hanno un senso di sorpresa e anche paradossale: agli operai dell’ultima ora, infatti, viene riservato lo stesso trattamento di quelli che hanno lavorato tutto il giorno. Questa è la vittoria della gratuità e dell’occhio buono. Chi rimprovera il padrone è invidioso ovvero ha l’occhio cattivo, quello che non vede le reali necessità di un lavoratore che deve portare sulla tavola della sua famiglia il necessario per vivere. Solo Dio ha un occhio buono, mentre il nostro è sempre malato perché i nostri pensieri non sono i pensieri di Dio e il nostro sguardo sulla vita, sulla storia, sulla realtà non è quello di Dio. Lasciamo al Signore, attraverso la santa eucaristia, il compito e il lavoro di educare i nostri occhi a riconoscere il bene e i Suoi pensieri”.
Il Vescovo ha poi evidenziato come i cappuccini abbiano incarnato questo spirito nel loro cammino di discernimento, non solo nella diocesi di Fano ma anche negli altri conventi della regione, affrontando decisioni complesse sempre alla ricerca della volontà di Dio. “Quando si devono prendere decisioni difficilissime, si cerca sempre di capire qual è il pensiero di Dio e di fare la sua volontà con rettitudine e senso di giustizia. Chiediamo al Signore che il nostro occhio sappia riconoscere il bisogno reale della Chiesa e dei fedeli in ogni tempo della storia”.
“Come Diocesi – ha concluso Mons. Andrea Andreozzi – siamo grati ai frati cappuccini per questo lungo servizio alla città, per la disponibilità all’ascolto, alle confessioni”. Guardando al futuro, la Diocesi si impegna ad accompagnare i padri in questa nuova fase, custodendo i valori da loro trasmessi: la fraternità, l’accoglienza e la missione. Proprio da Fano, nel corso dei secoli, i frati cappuccini sono partiti per raggiungere il mondo intero. A loro, oggi, va il saluto e l’augurio della comunità: “Andate in tutto il mondo. Dio vi accompagni con la sua benedizione”.
