Domenica 29 marzo le parrocchie di San Costanzo e Cerasa, nell’ambito del progetto “a passo di famiglia” hanno organizzato una giornata comunitaria con un momento di riflessione dal titolo “Rinati dall’acqua” sul tema della riscoperta del Battesimo.
A guidare l’incontro sono stati il diacono Carlo Berloni e la moglie Nicoletta Benvenuti che hanno offerto alle numerose famiglie presenti alcuni spunti di riflessione e una sincera opportunità di confronto. “La Quaresima che stiamo vivendo – ha detto Nicoletta – ci prepara ai sacramenti, a rileggere la nostra vita per innamorarci nuovamente di Cristo. Tutto questo ci rende cristiani gioiosi.
Famiglia, figli, relazioni significative, servizio sono aspetti belli della vita. Il poco tempo per l’altro, la cattiveria che guida il mondo di oggi, il correre sono, invece, cose su cui crescere e migliorare. “Vorrei far capire a chi mi è vicino quanto è bello sentirsi amati – ha raccontato una mamma nella condivisione – sentire che Gesù c’è ed è con noi”.
Nella vita viviamo un cammino fatto di gioie e difficoltà in cui il Signore ci è sempre accanto; la folla che acclama Gesù nella Domenica della Palme, è la stessa che poi il venerdì santo grida crocifiggilo!
Questa doppia faccia, raccontata nei Vangeli, coinvolge anche a noi quando ci allontaniamo da Dio, quando dimentichiamo la preghiera come modo di vivere la relazione con il Padre. A volte la fede può essere vissuta come un peso. I momenti di fallimento e fatica, però, non possono oscurare la presenza di quel Dio che è accanto a noi, che si fa presente e che ci dona la sua vita.
“Nella relazione con la famiglia, con Dio e con la comunità – ha sottolineato Carlo Berloni – servono stima e fiducia nell’altro. Stimatevi dunque e abbiate fiducia reciproca. I difetti non possono essere gli unici argomenti del nostro parlare, amplifichiamo le cose belle. Lavoriamo nell’apprezzarci a vicenda – ha proseguito il diacono – ringraziando Dio della diversità che ci contraddistingue e di cui non dobbiamo avere paura poiché essa ci fa crescere. Rimaniamo diversi senza piegarci sull’altro e offrendo la nostra diversità come elemento di crescita, ascolto e dialogo , elementi fondanti di questo cammino. Ascoltatevi, chiedetevi a vicenda “come stai?”. Nella coppia si parla tutto il giorno, ma si dialoga poco, prendetevi cura l’uno dell’altro/a. Se non innaffiamo la relazione di acqua viva rischiamo di far seccare la nostra vita. Tutto aumenta tutto corre ma bisogna rimettere al centro l’uomo. Non state sempre e solo a testa bassa, alzate lo sguardo e assaporate il senso della vita, affidatevi a Dio accettando i limiti, datevi fiducia anche a voi stessi ringraziando Dio e l’altro per ciò che siete. Senza comunità – ha concluso Berloni – le famiglie non vivono: servono amici, ascolto, servizio, da soli non ci salviamo. I figli guardano dove noi guardiamo. Volgiamo lo sguardo in alto se vogliamo trasmettere loro la fede, poiché la fede è dono Dio, facciamogli sentire il Suo profumo”.
“Ritroviamoci insieme – ha concluso don Sauro Profiri – proseguiamo su questa strada aprendo il cuore, ascoltandoci a vicenda e creando relazioni, ne abbiamo bisogno!”.
Raccontate quello che avete vissuto oggi, stare insieme non è noioso, ma è bello ed arricchente: diventate missionari andando insieme verso l’altro.
Marco Gasparini
