Domenica 1 marzo si è tenuta l’Assemblea Pastorale Diocesana

Ascolto e discernimento

Si è tenuta, domenica 1 marzo, presso il Centro Pastorale Diocesano, l’Assemblea Pastorale dal titolo “Buen Camino. Imparare a camminare insieme come Diocesi”. A introdurre la serata è intervenuto don Michele Giardini che ha proposto ai numerosi presenti una breve riflessione sulla Quaresima, tempo forte dell’anno liturgico che ci accompagna alla Santa Pasqua.

Don Michele si è soffermato sulla Quaresima come un ritornare e, per fare questo, ha preso spunto dalla parabola del figliol prodigo. “Chiediamoci – ha sottolineato don Michele – chi dei due figli è più lontano dal padre? Il figlio minore si allontana consapevolmente, ma il figlio che rimane dimostra di essere distante sia con la mente che con il cuore. Come comunità cristiana – ha proseguito don Giardini – dobbiamo riscoprire il bisogno di ritornare al Signore”. Riprendendo, infine, il Messaggio di Quaresima di Papa Leone XIV don Michele ha messo in evidenza l’importanza non solo di ascoltare Dio, ma di ascoltare come ascolta Dio.

Don Gabriele Micci ha, poi, introdotto, il relatore della serata, Padre  Giacomo Costa SJ, segretario speciale del Sinodo 2021-2024, che ha offerto numerosi spunti di riflessione partendo proprio dal termine “cammino”. “Il cammino che stiamo facendo è collegato con il Sinodo ed è un cammino che non nasce oggi, non con Papa Francesco, non con il Concilio Vaticano II, ma affonda le sue radici in Abramo e nella storia biblica. La Chiesa è, infatti, per natura un popolo che cammina”.

Padre Costa ha sottolineato come il cammino sinodale non sia un evento temporaneo, ma deve diventare una mentalità stabile: un cambiamento di cuore, dei processi decisionali, del modo di agire. La fase attuale non è più quella dell’ascolto generico, ma di attuazione concreta nelle chiese locali. Ha posto, nel corso della sua relazione, l’accento sulla “conversazione nello Spirito” che ha come caratteristiche l’ascolto reale, il silenzio, la libertà di parola e il discernimento comune. Ha parlato anche di tensioni feconde e non di conflitti da eliminare. Riprendendo l’insegnamento di Papa Leone XIV, la Chiesa deve imparare ad abitare le tensioni: unità e diversità, autorità e partecipazione, ministeri ordinati e ministeri territoriali, radicamento territoriale e mobilità.

La sinodalità, quindi, è un cammino spirituale e strutturale insieme, in cui ogni battezzato diventa protagonista della missione.

“Oggi – ha concluso il Vescovo Andrea – abbiamo ricevuto l’invito a curare la dimensione dello Spirito, dello stile sinodale e della relazione, di una Chiesa autentica che cammina insieme. Dobbiamo essere attenti e capaci di vedere le nostre capacità di incontro, di ascolto, di discernimento e di crescita della comunità”.