Sabato 16 maggio, con la Santa Messa celebrata dal Vescovo Andrea nella chiesa Santa Maria Assunta in Naro, è iniziata la vita eremitica di don Roberto Talamelli. “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Il Signore sale in cielo – ha sottolineato il Vescovo nell’omelia – ma non ci lascia orfani ed è sempre presente nella nostra vita. La scelta che don Roberto compie oggi, dinnanzi a me e a tutta la Chiesa, vuole manifestare il segno della presenza di Gesù accanto alla nostra vita e vuole essere una corrispondenza alla garanzia che Lui dà a ciascuno di noi di non abbandonarci. Se il Signore è la tenda di Dio in mezzo agli uomini, nella Chiesa ci sono coloro che abitano sempre la sua tenda e che rivelano la luce della presenza divina nel mondo e nella storia. Accogli, don Roberto, con gioia la presenza del ‘Dio con noi’ in questo luogo e apri, come dice la Lettera agli Efesini, gli occhi del tuo cuore per vedere il Signore accanto a te, per vedere le necessità dei fratelli che abitano la Terra. Gesù incarica la Chiesa di rendere discepole le persone, di fare discepoli cioè di trasmettere l’esperienza del discepolato. L’insegnamento non è cattedratico, ma è il racconto di un’esperienza viva che abbiamo fatto con il Signore e nel corso della missione che ci è stata affidata più siamo discepoli più arriveranno altri discepoli all’unica scuola del Maestro, Colui che ha donato la vita per noi. La presenza di don Roberto, quale eremita diocesano in questo luogo – ha proseguito il Vescovo Andrea – vuole essere un richiamo per tutti a essere, ogni giorno, discepole e discepoli di Gesù, a seguirlo, ad accogliere la sua Parola e a vivere con Lui in una dimensione di intimità e in una relazione che ci permette di crescere e di fare dono della nostra vita. Don Roberto farà della preghiera davanti al Signore Gesù uno degli aspetti fondamentali della sua giornata e ci insegna ad essere capaci di riconoscere la potenza del Signore. Roberto pregherà insieme a noi e per noi”.
Al termine dell’omelia, don Roberto ha dichiarato il propositum ovvero il desiderio di consacrarsi all’eremitismo. La redazione del Propositum rispetta la ratio del can. 603 negli elementi identificativi della vita eremitica. “Io Talamelli don Roberto nelle tue mani, e sotto la tua guida, Reverendissimo Padre, Andrea Andreozzi, Pastore della Chiesa che è in Fano Fossombrone Cagli Pergola dedico la mia vita alla lode di Dio e per la salvezza dell’umanità, in una più rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nell’assidua preghiera e penitenza. Prometto di osservare il progetto di vita da te approvato, rendendo grazie al Signore, per il dono dell’accoglienza in questa Chiesa da te presieduta. Mi affido alla grazia dello Spirito Santo, per intercessione della Beata Vergine Maria Santa Maria Assunta e del nostro Patrono S. Geronzio, per corrispondere fedelmente alla vocazione eremitica accompagnato dalla preghiera del Popolo santo di Dio”.
Al termine della celebrazione eucaristica don Roberto ha voluto ringraziare e salutare tutti i presenti. “In questi giorni pensavo a tutti i monaci che nel tempo hanno vissuto qui e mi piacerebbe conoscere più a fondo la storia di questo luogo. Pensavo anche alla loro gioia nel vedere riaccendersi una piccola lampada di vita contemplativa. Nemmeno da parroco, ora che inizio la mia vita eremitica, mi sono mai sentito così in comunione con la Chiesa e con tutta l’umanità perché, in questi anni, è fiorito così rigoglioso il carisma eremitico. Penso che i termini che non si addicono proprio a un eremita siano “solo” e “solitario”, non c’è un luogo più affollato di un eremo di creature del Cielo e di questa terra con il loro bagaglio di prove e di speranze. La mia preghiera – ha proseguito don Roberto – se da una parte abbraccerà sempre tutti, non potrà non fermarsi in particolare a tante persone vicine al mio cuore: il mio Vescovo a cui devo gratitudine per sempre perché non solo mi ha concesso questo dono, ma ci ha creduto, i miei confratelli, i diaconi di Cagli, ai miei familiari a cui ho fatto esercitare, in questi mesi, la carità e la pazienza in modo eroico, le persone che ho conosciuto nel mio ministero sacerdotale, i vari eremiti della nostra Diocesi e d’Italia, i frati di Smirra che mi accolgono nel loro territorio pastorale, i miei amici di Medjugorje, tutti gli abitanti di Abbadia di Naro poiché mi trovo in mezzo a loro e a cui assicuro il mio affetto e la mia preghiera. Una preghiera speciale sarà rivolta al Signore per chiedere il dono di nuove vocazioni sacerdotali per la nostra Diocesi. Ginocchia piegate, mani giunte e cuore aperto: diventare una piccola fiammella di luce che non ha l’ardire di illuminare il mondo, ma aiutare chi, nella notte, può fare un passo dopo l’altro. L’eremo non è un luogo di villeggiatura, di spensieratezza o di comodità, ma è un luogo di lotta, di duro lavoro, di impegno assiduo per il Regno dei Cieli”.
Dopo la Santa Messa, prima di ritrovarsi per un momento conviviale, il Vescovo Andrea ha benedetto l’eremo dedicato a San Carlo Acutis e ha consegnato a don Roberto due segni ovvero l’icona degli eremiti e la reliquia di 1° grado (i resti fisici, biologici o corporei di san Carlo Acutis). Ricordiamo che qualora l’eremo in futuro per vari motivi dovesse essere chiuso, la reliquia dovrà essere custodita nella chiesa dell’Abbadia di Naro.
L’orario della giornata all’eremo:
6.00 Alzata
6.30 Ufficio delle Letture – Meditazione
7.30 Lodi Mattutine
8.00 Colazione e rigoverno
9.00 Ora Terza (ogni primo venerdì e nei venerdì di Quaresima, Via Crucis)
9.30 Lavoro manuale
12.00 Angelus – Ora Sesta – Santo Rosario
12.45 Pranzo
15.00 Ora Nona e Coroncina alla Divina Misericordia
16.00 Studio – Lettura spirituale – Accoglienza delle persone
17.00 Adorazione Eucaristica
17.45 Vespri
18.00 Santa Messa (inverno ore 17,00)
19.00 Cena
21.00 Compieta
Don Roberto Talamelli, Eremita, Via Case Sparse, 106 – 61041 Abbadia di Naro – PU. Tel. fisso 0721 1840510 – Whatsapp 333 7162521.








