Mons. Novell, vescovo di Solsona in Spagna: “Mi riduco lo stipendio per solidarietà con la mia gente colpita dalla crisi”

Qualcuno, con ogni probabilità, lo accuserà di demagogia. Ma lui, Xavier Novell, il vescovo più giovane di Spagna (42 anni) ha detto: “Mi riduco lo stipendio del 25 per cento: da 1200 a 900 euro mensili. Lo faccio per manifestare la mia solidarietà concreta a coloro che sono stati colpiti dalla crisi”. Monsignor Novell ha spiegato, come riferisce l’agenzia cattolica Aci Prensa, i motivi del gesto: “I cattolici non possono rimanere impassibili di fronte al bisogno, non possiamo passare oltre come i viandanti della parabola del Buon Samaritano. Tutti – ha scandito nella giornata di ieri presentando il suo documento pastorale sulla crisi – possono fare qualcosa. La causa della crisi va ricercata proprio nel fatto che ognuno di noi ha voluto vivere al di sopra dei propri mezzi. Se ne esce solo tutti insieme: noi, nella nostra Diocesi, cominciamo con questo piccola rinuncia…”.
Piccola, forse, ma è una rinuncia che in Spagna sta suscitando un certo clamore. Mons Novell, vescovo di Solsona (nominato nel 2010 da Benedetto XVI), non può infatti essere annoverato tra i presuli più “terzomondisti”, magari sbilanciati solo sul versante “sociale” della fede. Anzi, Novell viene considerato un ratzingeriano di ferro. Ma è anche un uomo al quale piace scombinare i rassicuranti clichè nei quali si cerca di racchiudere la vita della Chiesa. In un’intervista a El Pais ebbe a dire: “Dare le ragioni della fede è il vero modo di essere progressista. Qualcuno dice che il cristianesimo si è diffuso per invidia. Sono molto d’accordo: la gente vedeva che i cristiani erano felici e si convertiva. La nostra generazione ha vissuto di rendita, ma non possiamo più permettercelo: ci vuole un annuncio del vangelo amichevole e coraggioso”. E, comunque la si pensi, a  tagliarsi lo stipendio ci vuole davvero un certo coraggio.

Fonte: Aci Prensa