Incontro missionario per le famiglie a Pozza di Fassa

“La pace per-dono”

Si è svolto martedì 23 agosto a Pozza di Fassa, alla presenza del vescovo Armando, l’incontro missionario organizzato dal Centro Missionario Diocesano, in collaborazione con l’ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, nell’ambito della settimana per famiglie, dal titolo “La pace per-dono”. Ospite della serata padre Filippo Ivardi, missionario Comboniano già in servizio in Ciad, ed ex direttore di “Nigrizia”. Dopo il saluto iniziale del direttore della Pastorale Familiare Carlo Berloni, il direttore del Centro Missionario Marco Gasparini ha brevemente esposto la situazione degli oltre 30 conflitti aperti nel mondo e delle relative corresponsabilità oltre ad un excursus sulla carenza informativa nel nostro Paese su questo tema.

Successivamente padre Filippo ha voluto ricordare come stiamo vivendo un cambiamento di epoca, viviamo in un contesto sempre meno attento alla persona e generatore di profonde ingiustizie sociali che creano guerre per l’accaparramento delle risorse. Stiamo vivendo a debito, ha proseguito padre Filippo, consumando ben oltre le quantità di risorse disponibili sul pianeta, per mantenere il livello di ricchezza di pochi paesi, stiamo sfruttando e opprimendo tante realtà del Sud del mondo imponendo loro contesti socio-politici dittatoriali o di false democrazie.

In questa realtà sociale vi è comunque una profonda richiesta di senso del vivere, soprattutto dal mondo giovanile sempre più sballottato e insicuro privo di punti di riferimento di testimone credibili. Ma cosa possiamo fare noi come comunità cristiane, come famiglie, di fronte a tutto ciò? Dal dialogo e del confronto reciproco è emerso il bisogno di punti di riferimento, di certezze, di fraternità, di gratuità, di stili di vita nuovi etici sostenibili. “Dobbiamo applicare – ha concluso padre Filippo – la strategia dei cinque pani e dei due pesci proposta nel Vangelo. I cinque pesci, ovvero i doni che dobbiamo mettere a disposizione del nostro unico mondo sono: fraternità, nuovi stili di vita, interculturalità, protezione del Creato, disarmo e nonviolenza. “A tutto questo – ha concluso – dobbiamo aggiungere un pizzico di sale ovvero un po’ di pazzia, sana pazzia fidandoci del Vangelo. Vale la pena vivere per ciò per cui vale la pena anche morire”.

MG