Un vero e proprio gioiello del centro storico fanese che è tornato a splendere dopo i lavori di restauro. Sabato 30 marzo tantissimi cittadini non sono voluti mancare all’appuntamento con la riapertura della chiesa di Santa Maria del Gonfalone resa possibile grazie all’impegno del Vescovo Armando, al contributo CEI – Beni Culturali dal Fondo 8XMILLE e della Regione Marche e al sostegno di numerosi sponsor. La serata, presentata da Guido Ugolini responsabile scientifico per i Beni Culturali e impreziosita dalle note della Sax Orchestra del Conservatorio “G. Rossini” diretta dal M° Stefano Venturi, ha visto la presenza di autorità civili e militari. Ad introdurre la serata, l’intervento del Vescovo Armando che si è soffermato sull’arte ancella della Chiesa.
“Anche all’arte, come alla filosofia e a tutte le dimensioni naturali dell’uomo – ha sottolineato il Vescovo – accade di trovarsi illuminata, elevata, perfezionata, dalla luce della Fede. La fede sana tutto l’uomo, cosicché anche la produzione artistica dell’artista credente è più “luminosa”; inoltre, essendo l’arte rivolta alla ricerca della bellezza, la Rivelazione di una Bellezza senza limiti illumina in modo speciale l’attività artistica. L’arte riesce a “rendere avvertibile un mondo invisibile”, che con gli occhi della fede è riuscita a vedere o intravvedere”.
A seguire il sindaco Massimo Seri ha ringraziato il Vescovo Armando e ha offerto ai presenti un personale ricordo del cinema Gonfalone.  “E’ sicuramente – ha sottolineato Seri – un momento atteso da tanti quello della riapertura di questo tesoro della città caro ai fanesi, un gioiello che ritorna al suo splendore”. Presente all’inaugurazione anche il consigliere regionale dell’Assemblea Legislativa delle Marche Mirco Carloni il quale ha ribadito l’importanza di questo luogo per tutta la città che evoca aggregazione e socialità. “Il Vescovo – ha messo in evidenza Carloni – ci ha insegnato il valore del verbo ‘custodire’, del prendersi cura delle cose che si hanno in gestione. Questo di oggi è un gesto che sicuramente va in questa direzione”.
Claudio Maggini, Funzionario Storico dell’Arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, ha offerto ai presenti un excursus sui lavori di restauro della chiesa in particolare dello straordinario soffitto ligneo a lacunari ottagoni commissionato nel 1606 all’intagliatore mondolfese Matteo Carloni che ha lasciato meravigliati, per bellezza, tutti i presenti. Maggini ha messo in evidenza, citando le ultime notizie rintracciate nell’Archivio Storico Diocesano di Fano da Giuseppina Boiani Tombari, la manifattura veneta del meraviglioso medaglione intagliato raffigurante la Madonna della Misericordia che accoglie, sotto il suo manto, alcuni personaggi, tra cui due confratelli vestiti di sacco bianco legato con una cintura di cuoio, un pontefice – probabilmente il concittadino Ippolito Aldobrandini sotto il cui pontificato era stata consacrata la chiesa – ed altri fedeli. Il soffitto, oggi restaurato, è tornato ad essere perla nel meraviglioso castone della chiesa.

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