“La memoria grata per riaccendere la speranza” è stato il tema della serata organizzata dal Comune di Fano e dalla Diocesi alla Rocca Malatestiana, per ricordare le vittime del Covid-19. Condotta da Davide Cecchini, che ha ringraziato tutti i presenti e quanti si sono adoperati in questo delicato momento, impreziosita dalle note del Fano Gospel Choir e del Quartetto Rossini e dalle voci intense di Fabrizio Bartolucci e Marina Bragadin, la serata, a cui hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose, ha dato voce alle testimonianze di chi ha vissuto, da medico, da paziente, da familiare, in prima persona quei tragici momenti tra la speranza di rivedere i propri cari e l’angoscia di non poter dare loro l’ultimo abbraccio. E così Alice, nipote di Aldo che se n’è andato a causa del Covid- 19, ha dato voce, ricordando suo nonno, ai tanti nipoti che hanno perso qualcuno di molto prezioso, che li ha aiutati a crescere e ha insegnato loro i veri valori della vita. E ancora le parole di Maria Capalbo, Direttore generale Ospedali Riuniti Marche Nord, che ha ricordato la prima paziente ricoverata a causa del Coronavirus e il dottor Carlo Amodio, le sue ultime parole rivolte ai sanitari e alla moglie Donatella, e del dottor Gabriele Frausini, Direttore Unità Operativa Complessa Medicina Interna, che ha sottolineato l’umanità e la professionalità del personale medico che si è speso, giorno e notte, per salvare vite. Visibilmente emozionato Giuliano Talamelli che, salito sul palco, ha raccontato la sua storia fatta di paura, di speranza e, infine, di gioia per aver sconfitto il virus. “Abbiamo vissuto – ha sottolineato il Sindaco di Fano Massimo Seri – un momento difficile, inimmaginabile solo qualche mese fa, sotto certi aspetti surreale. Persone colpite dal dolore, dalla malattia, che hanno dovuto subire, in solitudine, il distacco dagli affetti. Abbiamo visto la grande sensibilità di donne, uomini che nel loro servizio per la comunità non hanno esitato a donarsi completamente mettendo in pericolo la loro stessa salute. Se questa sera la nostra città, il nostro territorio, in tutte le sue rappresentanze, è qui è perché sono profondamente convinto che l’amore vince su tutto”. Il Vescovo Armando, nel suo intervento, ha toccato diversi punti, il tema della morte, il silenzio di Dio e i sentimenti del dopodomani. “Cosa possono e devono dire i credenti di fronte al dramma soggettivo di migliaia di persone? Il problema è affrontare il tema della fragilità personale e collettiva, sociale ed economica, politica e istituzionale. E’ il tema della malattia, della vita e della morte, che tocca e ridefinisce ogni cosa. E’ una fragilità anzitutto personale, come di chi sa di essere esposto in prima persona all’incertezza di una malattia e del proprio destino e poi, immediatamente, legata a quello dei propri cari, dei propri amici. E’ una fragilità che ha messo fuori gioco molte delle relazioni interpersonali e sociali. Il male, qualunque esso sia, ci tocca sempre due volte. La prima ci ferisce e la seconda ci trasforma. Questo è il momento dell’azione, della mobilitazione soccorritrice, di una benedetta competenza scientifica, è il momento della cura reciproca estesa in ogni fibra del nostro corpo comunitario, dell’iniziativa politica chiamata a decidere guardando oltre il polverone. Ma verrà anche il tempo in cui serviranno anche le parole. Quelle che danno ossigeno alla fiamma del coraggio e alla luce del senso. Ne avremo bisogno tutti”. Tanti i segni che hanno accompagnato la serata, dal suono delle campane che hanno dato inizio al momento di commemorazione all’accensione delle candele che i rappresentanti delle religioni presenti, cattolica, cristiana ortodossa, cristiana evangelica, ebraica e musulmana, i familiari delle vittime e i volontari hanno posto accanto al braciere. Un segno di unione e di senso di comunità.
Scarica qui il testo integrale dell’intervento del Vescovo Armando
Guarda il video integrale dell’intervento del Vescovo Armando (video da www.viverefano.com)
Il ruolo della Chiesa. La gestione della sanità nel nostro territorio. Le prospettive future oltre la retorica e il rischio di incattivirsi.#Covid19, le parole del vescovo Armando Trasarti durante l'evento in memoria delle vittime.
Pubblicato da Vivere Fano su Domenica 5 luglio 2020
Video Notizia


Amicizia, condivisione, gioia, preghiera e riflessione. Sono stati questi gli ingredienti della serata dedicata alla famiglie, organizzata dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, sabato 4 luglio a Villa Prelato Alta. Dopo il lungo tempo della quarantena tutti aspettavano l’opportunità di potersi rivedere, seppure mantenendo le dovute distanze di sicurezza, ognuno nel proprio spazio e con i dispositivi previsti dalla legge, per raccontarsi e condividere le fatiche e le gioie di questo periodo. L’incontro di Domenica, che ha visto come culmine la celebrazione della S.Messa presieduta da don Marco Presciutti, vicario generale, è stato un momento per conoscersi meglio e per riconoscere nell’altro la presenza di Dio. La celebrazione eucaristica è stata infatti preceduta da un confronto spontaneo e sincero sulle difficoltà vissute e sulle speranza nutrite in questo periodo. “Celebrare l’Eucarestia – ha detto don Marco nell’omelia – è aprirsi alla presenza di Dio, dobbiamo riconoscerlo in ciò che ci circonda, dalla creazione alla persona che ci sta accanto, nel volto dei fratelli; ognuno di noi è sacramento, presenza di Dio per questo dobbiamo sentirci Dono per l’altro. Riscopriamo le piccole cose – ha concluso don Marco – in esse c’è la grandezza della vita, impariamo dai piccoli a decentrarci e a farci dono mettendo l’altro al centro, solo così faremo crescere l’Amore.”
In sommario:

Sabato 4 luglio, nella Celebrazione Eucaristica delle ore 19 presso la Chiesa di San Sebastiano a Bellocchi, il Vescovo Armando ha consegnato il Mandato ai presidenti parrocchiali di Azione Cattolica. E’ stato un bel momento di Chiesa dove corresponsabilità e amicizia si sono incontrati. La serata è proseguita con una cena frugale negli spazi aperti dell’area parrocchiale nel rispetto di tutte le norme di sicurezza vigenti.
