PRIMA GIORNATA ASSEMBLEA DIOCESANA – Una ministerialità rinnovata per una Chiesa in uscita

00000.00_12_48_14.Immagine002“Parrocchie missionarie. Una ministerialità rinnovata per la una Chiesa in uscita” è stato il tema della prima giornata dell’assemblea pastorale diocesana. Ad introdurre la serata il Vescovo Armando che, riprendendo il Vangelo del giorno, quello delle Beatitudini, ha sottolineato come la felicità delle beatititudini è non essere orfani, è sentire la presenza del Padre che ci abbraccia e ci accoglie. Relatore della serata, introdotto dal Vicario per la Pastorale don Marco Presciutti, don Luciano Meddi il quale è entrato subito nel vivo della tematica proposta nella prima giornata di riflessione. Cinque sono stati i punti sviluppati da don Luciano: la parrocchia missionaria, la missione come evangelizzazione, il ministero missionario, i ministeri per la missione e la “comunità ministeriale”. Partendo proprio dal primo punto e dall’Evangelii Gaudium ha approfondito il significato di parrocchia come presenza ecclesiale sul territorio, ambito e ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione. “La parrocchia – ha sottolineato don Luciano riprendendo l’Evangelii Gaudium al n. 28 – incoraggia e forma i suoi membri perché siano agenti dell’evangelizzazione”. Il secondo tema preso in esame è stato quello della missione come evangelizzazione. “Tornare a evangelizzare porta con sé recuperare anche la evangelizzazione-azione come azione che possiede un valore in sé. Un’azione che ha come contenuto la pratica messianica di Gesù e successivamente la dottrina, l’appartenenza ecclesiale, la vita sacramentale”.

Don Luciano si è, poi, soffermato sul ministero missionario – un nuovo principio organizzativo. “La riorganizzazione della ministerialità laicale – ha messo in evidenza con Luciano – non deriva dalla mancanza di presbiteri, ma dall’ampliamento della responsabilità missionaria. La ministerialità è di fatto ancora incentrata nel servizio al mistero pasquale mentre la testimonianza all’amore di Dio (il principio messianico del ministero ecclesiale) si sviluppa in tre dimensioni interagenti: l’umanizzazione (l’evangelizzazione della speranza, la trasformazione della società nella fraternità universale, la costruzione dei segni messianici adatti nel nostro tempo); la iniziazione cristiana (la proposta, la formazione, la sperimentazione e abilitazione a vivere la testimonianza cristiana); la trasformazione cristiana (conversione, santificazione, celebrazione, direzione spirituale…).  La ministerialità ordinata deve sviluppare la capacità di sostenere la carismaticità (i doni, le capacità, le responsabilità, la “corresponsabilità”, di sogni battezzato); essa stessa si deve qualificare in chiave carismatica; questo a nome del vescovo secondo il principio della cattolicità e apostolicità di ogni ministero”.

Gli ultimi due punti sviluppati sono stati i ministeri per la missione e la “comunità ministeriale”. La parrocchia è chiamata innanzitutto a riqualificare i ministeri esistenti nella prospettiva della missionarietà proposta da Papa Francesco: in modo particolare ministeri per la testimonianza regale (verso gli ultimi, la profezia verso la politica, verso la governance sociale); ministeri per la evangelizzazione (proporre, comunicare, accompagnare il messaggio); ministeri per la crescita nella fede (catechesi mistagogica, liturgia, spiritualità). Ma in modo particolare è chiamata a sviluppare ministeri laicali per la corresponsabilità della missione della comunità: abbiamo bisogno di animatori/trici della comunità o “quadri intermedi”, riconosciuti dal Vescovo, con una certa stabilità nel cambio di guida del parroco, con una preparazione adeguata. La chiesa locale deve urgentemente: ripensare l’organizzazione della evangelizzazione, elezione, formazione dei ministeri; occorre una casa dei ministeri diocesana; ripensare la pastorale della cresima come catecumenato crismale in età adolescenziale-giovanile per la riqualificazione dei ministeri parrocchiali. La ministerialità si sviluppa nella crescita della persona e della sua vocazione cristiana, nella capacità di relazione, di comunicazione, di progettazione pastorale e di accompagnamento.

Ultimo punto la “comunità ministeriale”. “La missione “globale o integrale”  – ha sottolineato don Luciano nel suo intervento – ha bisogno di ministeri e servizi che si costituiscano in “comunità ministeriali” parrocchiali o interparrocchiali\zonali\vicarali con un proprio regolamento approvato dal vescovo che orienti: l’esperienza di fraternità, la crescita nella fede, il sostegno alle persone, la progettazione integrata della pastorale”.

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